Passa al contenuto principale

Se basta pagare, è ancora una selezione editoriale?

| Maria |

Tempo stimato:

2


Quanto vale davvero una pubblicazione?

Dopo lo scandalo di The Knot di qualche anno fa, ero convinta che qualcosa fosse cambiato.

Pensavo che i blog indipendenti avessero scelto di distinguersi proprio attraverso una selezione più attenta, più etica e realmente coerente con la propria vision.

Mi sbagliavo.

Ho voluto fare un test con un importante blog internazionale, tra l’altro uno sul quale ero già stata pubblicata con alcuni Real Wedding.

Ho inviato un progetto.

La risposta è stata molto semplice:

“While we weren’t able to accept this particular submission…”

Nulla di strano. Un progetto può piacere a me e non piacere a una redazione.

È parte del gioco. Una redazione ha il diritto di scegliere cosa pubblicare. Il punto, però, è quello che è arrivato subito dopo. Nella stessa mail mi vengono proposti due pacchetti commerciali che garantiscono la pubblicazione dello stesso progetto.

Il primo: $200 — Guaranteed feature

Il secondo: $500 — Guaranteed feature + Instagram + Facebook + Pinterest

A quel punto mi sono posta una domanda: se il progetto non è stato selezionato, che cosa significa “selezione editoriale” quando la pubblicazione può comunque essere garantita pagando?

Ho pensato che forse fosse un caso. Così ho fatto un secondo test.

La prima volta è un caso, la seconda è una coincidenza, la terza è certezza?

Ho inviato un altro progetto, completamente diverso dal primo. Dopo appena due giorni, ho ricevuto la stessa identica mail. Nuovamente, il progetto non viene accettato. E nuovamente arrivano i pacchetti commerciali con pubblicazione garantita. A quel punto ho capito che non si trattava di un’opportunità riservata al progetto.

Era un modello operativo.

E allora la domanda diventa: quanto vale davvero una pubblicazione internazionale se, dopo una non-selezione, la pubblicazione può comunque essere acquistata? Non contesto il diritto di un blog di monetizzare.

Un magazine ha costi.
Una redazione ha costi.
Un’attività editoriale deve generare ricavi.

E non contesto nemmeno l’esistenza di advertising, sponsorship, partnership o pacchetti promozionali.

Il problema, per me, è la distinzione.

Se sto pagando uno spazio pubblicitario, voglio saperlo.

Se sto acquistando una pubblicazione sponsorizzata, voglio saperlo.

Se sto acquistando visibilità sui social, voglio saperlo.

Sono prodotti commerciali legittimi. Ma sono diversi da una selezione editoriale. Perché il valore di una pubblicazione internazionale non sta soltanto nel numero di persone che la vedranno. Sta anche nell’autorevolezza della selezione.

Nel nostro settore, una sposa può vedere un progetto pubblicato su un determinato blog e pensare: “Se è stato pubblicato qui, significa che qualcuno lo ha scelto perché rappresenta una determinata qualità, una visione, una ricerca.”

Ed è proprio questo valore che, secondo me, dobbiamo proteggere.

Perché allora la domanda non dovrebbe essere soltanto: “Dove è stato pubblicato questo matrimonio?”

Ma anche: “Perché è stato pubblicato?”

E soprattutto: “È stato selezionato o è stato acquistato?”

Per me sono due cose molto diverse.

E dovrebbero essere raccontate come tali.

Ti è capitato qualcosa di simile?

Wedding Planner • Maria Mayer • firma

Vuoi anche tu ricevere, news, idee, ispirazioni, non troppo spesso?
Iscriviti alla mia newsletter.